Uno dei tanti

Sono un pennello uno dei tanti
Grazie ai miei capelli volti ne ho creati tanti
È un grande artista il mio padrone
Ma ha rischiato di uccidermi tante volte è un gran cafone

Non lo consiglio è una schifezza
morire affogati in un bicchiere d’acquaragia
e dovreste sentire le grida del giallo
ogni volta lo schiaccia con furia è un sadico bastardo
rit.
Però io sono il suo preferito
Altri li ha spezzati uno era un mio amico
Su di me appoggia tre dita
Volo sulla tela questa è la mia vita

Spesso mi sveglia viene di notte
In preda all’ispirazione disegna bozze
Che sensazione far parte di lui
È una felicità che uccide i momenti bui

Mi imbratta la faccia cambio colore siamo
una cosa sola fantasia e furore
ma da un po’ mi ha lasciato qui ad aspettare
a volte passa in fretta e non si degna di salutare

rit.
Intanto mi sono innamorato
Una spatola me lo ha fregato
Forse di lei non son degno
ti prego rendimi il mio cuor di legno

Siamo ammucchiati dentro una tazza
Ci son dei miei colleghi ridotti una fezza
Chi spennacchiato chi non pulito
Ma fra questi c’è anche chi considero un mito

Come il piccolo 20 proprio così
Sarebbe stato degno delle dita di Dalì
Poi il grande 10 è un vero asso
Avrebbe potuto collaborare con Picasso

Il padrone chissà se torna
La neve è polvere e la stanza adorna
Lo aspetto sempre è il mio messia
Ma so che prima o poi mi butta via