Un lupo sul divano

Sorella penna dammi il tuo sangue
Voglio tingere le pallide stanze
Colorarle d’allegria
Quella che adesso manca in casa mia
Quella che come la pioggia viene e va via
Non l’ho mai cercata nel quartiere della poesia
Li non voglio entrare potrei uccidere tutti
Li non posso entrare già mi odiano in troppi

Mangio una noce amara è quello che mi merito
Per aver mandato al rogo i successi
Grammatica pazzia
La mia agenda si è svuotata di speranza
Qui mi resta un mandolino
E la presenza
Di una musica mai avuta abbastanza
Dentro quanto rimorso, lo accoltellerò
Fuori quanto silenzio
Non per molto

Questo maggiordomo avaro non mi piegherà
Credevo mi aiutasse mi sbagliavo
È un lupo sul divano
Che consuma le canzoni con i denti
Io lo guardo mente muoiono i miei sogni
Non è soddisfatto ne vuole degli altri
Quasi quasi prendo il porto d’armi
Quello ringhia sbava ed io chiamo i santi

Ho trovato adesso scrivo col veleno
Me lo ha sempre offerto la datura
Lei vive sotto casa
La morte è sempre stata bianca e non nera
Viene un chierichetto e ti bussa alla schiena
Tu ti giri e ti ritrovi senza l’anima
Oh mio caro maggiordomo, sei un gelato al sole
Mi dispiace ma per te io non sto affatto male