Il sentiero

Il villaggio era lontano e dovevo ancora incontrare te
Non sentivo più rancore, era il freddo a prevalere su di me
Ho allungato il passo per salire sulla cresta
Per rendermi conto dell’errore
Ora da quassù la vedo bene la foresta
Ma da solo non la posso mai amare abbastanza

E ricordo solitario un pollice che indicava il cielo
C’era chi non lo voleva e in pochi gli prestavano soccorso
Ed ho consumato gomma e pelle morta in strada
Ho soffiato via nuvole nere
Le ho spedite a chi non ha abbastanza voglia di fischiare
Che possano annaffiarsi di stupore

Bianche stelle sul Sirina Preannunciano la fine della pace
Il morale è come prima ma il cuore ha voglia è un muscolo tenace
Ho smarrito il senso dell’odore, dell’amore
Mi confondo strano nel vederlo
Sanguinare come un uccellino in mano a un gatto
Dovrei liberarlo e farlo volare via lontano

E mi imbatto nello specchio timido di un merlo e del suo occhio
E la fiamma del suo becco mi indica un sentiero mai risolto
Inizio a camminare tra sterpaglie e pungitopo
Mentre i funghi profumano l’autunno
A valle cani sciolti
Radunano il lavoro
Non ho voglia di tornare a casa vuoto