Il solito inverno

Ritorna l’inverno delle epoche passate
Quando fuori rosso di mercurio
Se ne vede poco
E si fa rivedere anche la cara e vecchia nebbia isolante
Mentre dentro quiete e voglia ti bloccan sul sofà
Arance mandarini che adornano presepi
Apparecchiati con cura cartone e muschio
Mentre i pastorelli i re magi e tutti quandi
Sembrano voler andare avanti nonostante l’ansia
Provocata da quegli agrumi pesanti
Che adesso addirittura nni portunu du sud africa
Ma dove sei? Ti vorrei veder
Ma dove sei? Te la vorrei spiegar
Questa storia che tu fraintendi così non va
Non va ma potrebbe anche andar
La stufa ha sempre fame io la nutro col castagno
Gusci di noce ,carta lei li rende all’al di la
Su tra le stelle in disparte nel freddo del buio
L’anima parte la ghisa rimane manda calore ma ancora ha fame
Il silenzio in fila indiana travolge le vie intrecciate
Come un labirinto di siepi è la mia casa
Difatti il mio cuore imbufalito e disperato
cerca ma non trova l’uscita
in fondo li sta male ma crede di star bene
RIT

Mimì Sterrantino:Voce,Chitarra acustica,Mandolino,Mandola
Flavio Gullotta:Contrabbasso
Francesco Frudà:Chitarra elettrica
Andrea Nunzio:Stufa a gas con spazzole,piatti,rullante
Enrico Grassi Bertazzi:congas