L’illusione di un ventenne

Conosco la trasparenza del molto bere
Di serate immerse in un rum
Passate tra riflessioni di piacere
Passate teatrando inquieto per te
Sui tavoli impotenti ,violentati,
intagliati da megalomani eleganti o strappati
tintinnano i bicchieri sparecchiati
ma lasciate un posacenere per favor
Non è più ora
Di disturbare il gestore
Forse non è più ora
Di sporcar per ubriacar
Un ritardatario malato d’amore
E riaprte un’altra partita
E riparte un’altra sigaretta tra le dita
E riparte la mia voglia di partir
Ma non si è mai fermata
la mia voglia di vederti comparire
E non so che fare
Non so dove andare
Ma il consiglio di un amico tira su
E mi sento appeso a testa in giù
So solo che…
La valigia è lì
M’attende a bocca aperta
Di diventare presto emigrante
Mi specchio sul vetro di casa
In attesa di un’ultima occhiata
Impaurito, incerto, trasandato
Lascio la tranquillità
Forse l’illusione di un ventenne
ha bisogno di riconoscenza
e quell’appetito d’arte
che è in me non posso farlo passar
non mi voglio saziar